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il lato oscuro della FILOSOFIA
CULTURA
12 settembre 2006
ATEISMO NORMATIVO: meglio sarebbe se dio non esistesse affatto


(da sinistra a destra: un crociato, pinochet, il papa che  incontra, marcinkus)

“Se dio esiste, non ci fa una bella figura”. Credo che questa osservazione sia di Stefano Benni; tenterò adesso di sviluppare una forma di ateismo che vada oltre la tradizionale impostazione metafisica, la quale si chiede se Dio esiste.
Sfrutterò invece il metodo pragmatico, e mi chiederò: il mondo sarebbe migliore o peggiore se dio esistesse? sarebbe un mondo che approverei?
La mia opinione è che non solo è assai improbabile che dio esista, ma che sarebbe meglio non esistesse. La dignità umana ne sarebbe schiacciata e la nostra responsabilità individuale si volatizzerebbe.

Prendo l’avvio dai fatti del relativismo culturale: oggi si sta facendo strada l’idea del pluralismo, cioè che potrebbero esserci molte differenti verità sul mondo; la differenza di opinione, la molteplicità delle idee è oggi considerato un valore. Il mondo che corrisponde ad una situazione come questa non è univocamente determinato, è in parte plasmato dalle differenti opinioni su di esso.
Questo significa che o il relativismo è una illusione, oppure viviamo in un mondo non già fatto e pronto ab eterno, ma che si sviluppa insieme con le nostre idee. Ciò vuol dire che siamo in parte responsdabili di come il mondo è o di come diventa.

La scienza non fa eccezione, anch’essa si muove entro paradigmi, punti di vista in continua evoluzione che spesso procede per rotture, o rivoluzioni, tra differenti prospettive. (vedi anche la sezione “epistemologia”)

Un simile mondo accetta a fatica l’idea di un essere trasscendente che lo abbia già confezionato da sempre. Questa è la ragione per cui ritengo implausibile l’idea di un dio come quello delle religioni rivelate. Anche il panteismo, sia quello filosofico di stampo spinoziano o hegeliano che quello religioso del brahmahnesimo, presentano comunque le stesse difficoltà: l’idea che tutto avvenga secondo una ferrea necessità che sgorga da un’unica fonte mal si accorda con il fluire imprevedibile della storia che rinnova sempre i punti di vista.

Questa visione di un mondo aperto nobilita l’uomo e lo ricopre di enormi responsabilità. La storia umana e il mondo si influenzano a vicenda in un circolo per cui la storia è certamente il prodotto del mondo, ma anche il mondo stesso risulta essere un prodotto storico. È l’uomo l’unico giudice del bene e del male, e le sue scelte hanno sempre delle ricadute. Ma solo l’ulteriore corso degli eventi possono qualificare un’idea come geniale o come folle, come importante o come futile etc.

Se dio esistesse l’uomo verrebbe privato di queste responsabilità, ma anche della dignità che ne deriva: non ci resterebbe altro che inginocchiarci alla sua verità, che lui ha creato, e non noi; dovremmo obbedire alle sue leggi, non alle nostre. Saremmo come schiavi, ai quali ironicamente viene data magari la possibilità di disobbedire, con la minaccia però di finire a bruciare per sempre in compagnia dei demoni dell’inferno.

Inoltre se dio ha stabilito ab eterno come andranno le cose, la libertà è solo un’illusione, per quanto la teologia cattolica si sforzi di dimostrare il contrario. Trovo umiliante che qualcuno abbia già stabilito tutto o che in alternativa stia lì a guardarmi aspettando che faccia una cazzata per potermi gettare tra le fiamme dell’inferno. E poi non è possibile aspettare che la salvezza giunga da un mondo aldilà di questo: chi l’ha mai visto? E chi l’ha visto perché non riesce a mettersi d’accordo?

La soluzione è una sola: salvarsi con le proprie mani. Solo l’azione e l’impegno possono permetterci di conseguire la salvezza dalla minaccia che il mondo non abbia alcun senso. Dobbiamo essere noi a conferire il senso a questo mondo; se non ci riusciremo cadremo nell’oblio, ma riuscirci significherebbe... qualcosa che balena nella mente di chi crede, qualcosa che appaga il bisogno di spiritualità insito nell’uomo, la tensione verso l’assoluto.

Se non c’è Dio sulla terra, allora saremo noi gli dei.




permalink | inviato da il 12/9/2006 alle 21:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (19) | Versione per la stampa
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