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il lato oscuro della FILOSOFIA
POLITICA
27 settembre 2006
perché adoro StudioAperto


Guy Debord
, introducendo le caratteristiche generali di una teoria rivoluzionaria, diceva che coloro i quali vogliono scuotere realmente una società costituita devono formulare una teoria che spieghi fondamentalmente quella società.

Infatti solo spiegando la società attuale è possibile criticarla e smascherarne le forme di "falsa coscienza". Il tipo di rivoluzione che Debord ha in mente mentre scrive l'introduzione alla quarta edizione italiana (nel '79) è una rivoluzione concettuale, oltre che sociale, qualcosa a metà tra la rivoluzione scientifica e la rivoluzione francese:

( un incontro di situazionisti a Monaco- Debord è il secondo da destra) 

una teoria generale calcolata per tale scopo deve anzitutto evitare di apparire come una teoria visibilmente falsa; e dunque non deve esporsi al rischio di essere contraddetta dal seguito dei fatti. Ma bisogna anche che sia una teoria perfettamente inammissibile. Essa deve poter dichiarare cattivo, davanti allo stupore indignato di tutti coloro che lo trovano buono, il centro stesso del mondo esistente, avendone scoperto l'esatta natura. La teoria dello spettacolo risponde a queste due esigenze.

E' evidente che la rivoluzione riguarda prima di tutto il sistema di valori.
Il centro dell'esistente è appunto lo Spettacolo globalizzato, in cui ciò che potrebbe essere direttamente vissuto viene scambiato con un prodotto preconfezionato e scadente, la rappresentazione spettacolare. Invece che essere attore della vita, l'uomo diviene spettatore, succube del centro emittente. Adesso, con il reality show, arriviamo all'estrema conseguenza di diventare spettatori della vita reale, non più di una fiction; in questo modo la realtà stessa è convertita in una fiction.

Silvia
StudioAperto è l'esempio più appariscente di spettacolarizzazione dell'esistente, in questo caso dell'informazione, ed è per ciò un ottimo punto di partenza per una critica dello spettacolare: in esso sono esasperate le tendenze di una intera società.

Le conseguenze di una presa di coscienza di massa di queste strutture che schiavizzano la volontà e l'immaginazione di milioni di persone sarebbero, secondo il vecchio Debord, assolutamente rivoluzionarie:
 
il malcontento dovunque in sospeso sarà aggravato e inasprito, dalla semplice conoscenza vaga dell'esistenza di una condanna teorica dell'ordine delle cose. E dopo, sarà cominciando con collera la guerra della libertà che tutti i proletari potranno divenire strateghi.




permalink | inviato da il 27/9/2006 alle 21:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
POLITICA
3 settembre 2006
Alcuni tratti salienti dello Spettacolo, assenti nella Rete
Lo Spettacolo è la situazione per cui ciò che è realmente vissuto direttamente viene allontanato in una rappresentazione. Ma questo non è sufficiente a definirlo: il punto è che la rappresentazione viene gestita dall'alto, non da chi vive. Se infatti fosse semplicemente chi vive a produrre una rappresentazione questa sarebbe riflessione.

Invece nello Spettacolo si impone un'immagine della realtà che va a sostituire la realtà stessa vissuta dall'individuo. Il caso paradigmatico è la televisione e le forme di vita che propina: i bisogni indotti al consumo e l'informazione. L'individuo si convince che quella è la vita.

Il controllo che esercita lo Spettacolo è "panoptico": il centro emittente unisce gli spettatori pur mantenendoli separati. La comunicazione va in un solo senso, è in ciò sta l'essere spettatori. Il blog inverte la tendenza e trasforma gli stupefatti spettatori in attori. La comunicazione è orizzontale, non più verticale.



permalink | inviato da il 3/9/2006 alle 21:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
POLITICA
2 settembre 2006
Che cos'è lo Spettacolo?
Lo spettacolo è la forma della società attuale, nella quale si manifestano tutte le istituzioni, pubbliche e private, nel mondo di oggi.
Lo Spettacolo è, innanzitutto, il complesso dei mezzi di informazione di massa che hanno una gestione gerarchica e centralizzata.
Ma, in maniera ancora più pregnante, lo Spettacolo è il mondo stesso, nella rappresentazione fornita dai mezzi di comunicazione centralizzati.

Alla fine degli anni sessanta Guy Debord,
 Guy Debord
uno dei fondatori del movimento artistico e politico del situazionismo, pubblicò La società dello spettacolo, un libro profetico e a mio avviso del tutto fondamentale per comprendere i meccanismi di alienazione della nostra scietà, nel quale l'autore ci descrive quello che sarebbe stato il mondo dei trent'anni successivi, il mondo nel quale tuttora viviamo.
 
In questo blog riprendo questa idea di Spettacolo come categoria fondamentale del controllo sociale odierno, alla quale contrappongo la nuova categoria della Rete, il Network, che rappresenta invece una forma orizzontale (e non verticale) di comunicazione. Il blog, per sua stessa natura, è una forma di anti-spettacolo. 



permalink | inviato da il 2/9/2006 alle 17:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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